Avvocato del lavoro: cosa fa il giuslavorista e come si diventa studiando Giurisprudenza
Giurisprudenza

Avvocato del lavoro: cosa fa e come si diventa giuslavorista

Redazione ComparaCorsi9 min di lettura

Un avvocato del lavoro, chiamato anche avvocato giuslavorista, si occupa dei rapporti giuridici che legano datori di lavoro, dipendenti, collaboratori e organizzazioni sindacali. Segue la consulenza sui contratti, la gestione delle crisi aziendali e la difesa davanti al giudice del lavoro quando nascono controversie su licenziamenti, demansionamenti, straordinari o infortuni. Segue da vicino sia le persone che lavorano sia le imprese che devono applicare le norme.

Per svolgere questa professione devi conseguire una laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza (classe LMG/01, della durata di 5 anni per un totale di 300 CFU), svolgere il tirocinio forense di 18 mesi e superare l'esame di Stato per ottenere l'abilitazione e iscriverti all'albo degli avvocati. Se lavori o hai impegni familiari, puoi seguire questo percorso di studi anche in un ateneo telematico riconosciuto dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR), ottenendo un titolo con valore legale pari a quello delle università tradizionali a parità di classe di laurea.

Cosa fa un avvocato del lavoro

L'avvocato giuslavorista interviene quando una prestazione lavorativa fa nascere diritti, doveri o contrasti tra le parti. La materia tocca il codice civile, lo Statuto dei Lavoratori, i contratti collettivi nazionali e territoriali, la sicurezza sul lavoro e la previdenza sociale. L'attività quotidiana si divide tra la tutela delle persone, la consulenza alle imprese e la difesa nelle sedi contenziose.

Per i lavoratori

Quando assiste un lavoratore subordinato, un collaboratore o un dirigente, l'avvocato del lavoro verifica la correttezza del contratto e interviene per rimediare alle violazioni subite. Tra i compiti più frequenti ci sono:

  • Impugnazione del licenziamento: verifica se il recesso per giusta causa, giustificato motivo soggettivo o giustificato motivo oggettivo rispetta la legge e i termini di decadenza.
  • Recupero crediti e differenze retributive: calcolo delle somme dovute per straordinari non pagati, mancato versamento del Trattamento di Fine Rapporto (TFR), tredicesima, quattordicesima o altre indennità previste dal contratto.
  • Riconoscimento della corretta qualifica: tutela nei casi di demansionamento, perdita di mansioni o richiesta di inquadramento superiore per l'attività svolta ogni giorno.
  • Accertamento della subordinazione: richiesta di trasformazione di contratti di collaborazione coordinata o partite IVA fittizie in contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
  • Tutela contro discriminazioni e mobbing: difesa in caso di comportamenti discriminatori, molestie sul posto di lavoro, trasferimenti illegittimi o sanzioni disciplinari ingiuste.
  • Infortuni e malattie professionali: richiesta di risarcimento del danno differenziale al datore di lavoro quando si verificano infortuni durante il servizio o patologie legate alle mansioni.

Per le aziende

Per le imprese, l'avvocato del lavoro svolge consulenza quotidiana per prevenire i conflitti prima che finiscano davanti a un giudice. Risolvere i problemi in anticipo permette all'azienda di evitare costi imprevisti e salvaguardare il clima interno. Tra le attività principali rientrano:

  • Redazione di contratti e clausole: stesura di contratti di lavoro subordinato, patti di prova, clausole di non concorrenza, patti di stabilità e accordi di riservatezza.
  • Gestione dei procedimenti disciplinari: redazione delle lettere di contestazione, esame delle difese presentate dal dipendente e preparazione della sanzione o del licenziamento disciplinare.
  • Riorganizzazioni aziendali e licenziamenti collettivi: supporto nelle procedure previste dalla legge n. 223/1991, gestione della cassa integrazione e degli altri ammortizzatori sociali.
  • Relazioni sindacali: confronto con le organizzazioni sindacali, accordi sui premi di risultato, regole per il lavoro agile (smart working) e procedure per il trasferimento d'azienda (art. 2112 c.c.).
  • Verifica di conformità normativa: revisione dei regolamenti interni, dei codici disciplinari e delle misure di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

In tribunale e fuori

L'attività del giuslavorista comprende sia la gestione stragiudiziale sia la difesa in aula. Prima di iniziare una causa, l'avvocato cerca una soluzione concordata: tratta direttamente con l'altra parte, scrive accordi transattivi e accompagna il cliente nei tentativi di conciliazione davanti alla Commissione dell'Ispettorato territoriale del lavoro o in sede sindacale.

Se le parti non trovano un accordo, l'avvocato porta la causa davanti al Tribunale ordinario in funzione di giudice del lavoro. In questa sede si applica il rito del lavoro previsto dagli articoli 409 e seguenti del codice di procedura civile. L'avvocato predispone il ricorso o la memoria difensiva, partecipa alle udienze e segue il giudizio davanti al tribunale e, se serve, nei gradi successivi. Segue pure i contenziosi contro gli enti pubblici come INPS e INAIL per questioni legate a contributi, pensioni o indennità di invalidità.

Avvocato del lavoro, giuslavorista e consulente del lavoro: le differenze

Questi termini vengono a volte confusi, ma indicano percorsi e compiti differenti. Capire bene cosa distingue queste figure ti aiuta a scegliere il percorso universitario giusto.

Tra avvocato del lavoro e giuslavorista c'è solo una differenza di parole. Il giuslavorista è semplicemente un avvocato che dedica la propria attività al diritto del lavoro e della previdenza sociale. Chiunque superi l'esame di Stato e si iscriva all'albo può decidere di trattare in prevalenza queste materie.

Il consulente del lavoro è una figura diversa, regolata dalla legge n. 12/1979 e iscritta a un proprio albo. Il consulente segue l'amministrazione del personale per le aziende: prepara le buste paga, gestisce gli adempimenti fiscali e contributivi, tiene i registri obbligatori e cura le comunicazioni con i centri per l'impiego. Può assistere l'impresa durante le visite degli ispettori o nelle conciliazioni stragiudiziali, ma non può patrocinare né difendere le parti in tribunale davanti al giudice del lavoro. La difesa in giudizio spetta soltanto all'avvocato abilitato.

Come si diventa avvocato del lavoro, passo per passo

L'accesso alla professione forense in Italia è regolato dalla legge n. 247/2012. Per diventare avvocato giuslavorista devi completare questo percorso:

  • Conseguimento della Laurea Magistrale in Giurisprudenza (LMG/01): oggi per accedere alla pratica serve la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, articolata su 5 anni con 300 CFU.
  • Svolgimento della pratica forense: devi svolgere 18 mesi di tirocinio presso uno studio legale abilitato. In base alla legge n. 247/2012 puoi anticipare fino a 6 mesi di pratica durante l'ultimo anno di corso, se il tuo ateneo ha stipulato un'apposita convenzione con l'Ordine degli avvocati territoriale.
  • Superamento dell'Esame di Stato: terminata la pratica forense, sostieni le prove scritte e orali dell'esame di abilitazione indetto ogni anno dal Ministero della Giustizia.
  • Iscrizione all'Albo degli Avvocati: dopo aver superato l'esame presti giuramento e chiedi l'iscrizione all'Albo del circondario del Tribunale di competenza, acquisendo il diritto di difendere i clienti in giudizio.
  • Acquisizione del titolo di Avvocato Specialista: il regolamento sulle specializzazioni forensi (DM 144/2015, modificato dal DM 163/2020) prevede il titolo di avvocato specialista in diritto del lavoro e della previdenza sociale, conferito dal Consiglio Nazionale Forense. Questo titolo si ottiene tramite percorsi formativi specifici oppure dimostrando comprovata esperienza nel settore, secondo i requisiti del regolamento.

Se vuoi iniziare questo percorso e cerchi una soluzione per conciliare studio e altri impegni, fatti aiutare da un orientatore a scegliere il corso di Giurisprudenza più adatto alla tua situazione di partenza.

Si può studiare Giurisprudenza online?

Puoi conseguire la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza (classe LMG/01) studiando online in un ateneo telematico riconosciuto dal MUR. I titoli rilasciati da queste università hanno pari valore legale a parità di classe rispetto a quelli dei corsi tradizionali. Con questo titolo puoi iniziare la pratica forense, fare l'esame di Stato da avvocato e partecipare ai concorsi pubblici che richiedono la laurea in Giurisprudenza.

Tra gli atenei telematici che offrono Giurisprudenza LMG/01 online trovi Unipegaso, Universitas Mercatorum, UniCusano, Unitelma Sapienza, eCampus e Giustino Fortunato. Prima di scegliere ti conviene controllare l'offerta aggiornata sul sito dell'ateneo e su Universitaly. Puoi leggere anche la nostra guida su Giurisprudenza online riconosciuta dal MUR e verificare se conviene la laurea in Giurisprudenza online per i tuoi progetti.

Nelle università telematiche puoi seguire le lezioni a distanza e organizzare lo studio in base ai tuoi orari. Chi lavora o ha impegni familiari riesce così a gestire gli esami senza dover frequentare ogni giorno le aule universitarie. Ricorda però una regola fissa: gli esami di profitto si svolgono in presenza. Per conoscere le modalità di esame puoi confrontare le università telematiche sul nostro portale.

Quali esami contano di più per chi vuole fare il giuslavorista

Nel corso dei 5 anni di Giurisprudenza studierai le materie di base del diritto, come diritto privato, costituzionale e penale. Per costruire un profilo orientato al lavoro, devi dedicare molta attenzione ad alcuni insegnamenti chiave:

  • Diritto del lavoro: affronta le regole del contratto individuale, i poteri di direzione e controllo del datore di lavoro, l'orario, le mansioni, le tutele contro i licenziamenti e la gestione delle sanzioni disciplinari.
  • Diritto sindacale: spiega la contrattazione collettiva, la libertà sindacale, la rappresentanza nei luoghi di lavoro, l'efficacia dei contratti aziendali o nazionali e le regole sullo sciopero.
  • Diritto della previdenza sociale: analizza le tutele previste per malattia, infortuni, disoccupazione e vecchiaia, insieme al funzionamento delle prestazioni gestite da INPS e INAIL e al versamento dei contributi.
  • Diritto processuale civile: serve per capire come funzionano le cause in tribunale. Conoscere bene le norme del processo e il rito del lavoro ti permette di scrivere atti chiari e rispettare i termini fissati dal codice.

Puoi arricchire il tuo piano di studi con esami a scelta sulla sicurezza nei luoghi di lavoro o sul diritto del lavoro europeo, oppure preparando la tesi di laurea su un argomento giuslavoristico. In questo modo arrivi al tirocinio con una preparazione mirata. Puoi leggere anche il nostro approfondimento su gli sbocchi per chi si specializza in diritto del lavoro.

È la strada giusta per te?

L'avvocato del lavoro segue vertenze che incidono sulla vita quotidiana delle persone e sulle attività delle aziende. Prima di iniziare, valuta se questo ambito corrisponde ai tuoi interessi.

Questo percorso fa per te se:

  • Hai attitudine all'ascolto e alla mediazione: le controversie di lavoro coinvolgono il reddito e la dignità personale, quindi servono equilibrio e capacità di dialogo con le parti.
  • Ti interessano l'organizzazione aziendale e i processi produttivi: capire come opera un'impresa ti aiuta a dare risposte pratiche e applicabili.
  • Sei disponibile a studiare e aggiornarti di continuo: le norme sui contratti e le sentenze cambiano spesso nel tempo.
  • Cerchi un lavoro pratico: le questioni giuslavoristiche riguardano situazioni concrete che vedi ogni giorno nella vita professionale di lavoratori e aziende.

Questo percorso potrebbe non fare per te se:

  • Preferisci un percorso di studio breve e non vuoi sostenere l'esame di Stato dopo l'università.
  • Non ami gestire scadenze strette: nelle cause di lavoro i termini per depositare documenti e memorie difensive sono rigidi.
  • Vuoi occuparti solo di altre materie giuridiche, come il diritto penale o il diritto tributario.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra un avvocato del lavoro e un avvocato giuslavorista?

Nessuna differenza. Le due espressioni indicano la stessa figura: un avvocato abilitato che tratta soprattutto questioni di diritto del lavoro, relazioni sindacali e previdenza sociale.

Quanto tempo occorre per diventare avvocato del lavoro?

Servono 5 anni per completare il corso di laurea magistrale in Giurisprudenza, seguiti da 18 mesi di pratica forense e dal tempo necessario per svolgere e superare l'esame di Stato.

Si può iniziare la pratica forense prima della laurea?

Sì. La legge n. 247/2012 consente di svolgere fino a 6 mesi di tirocinio durante l'ultimo anno di università, se l'ateneo ha sottoscritto un'apposita convenzione con l'Ordine degli avvocati territoriale.

La laurea in Giurisprudenza conseguita online permette di fare l'esame di Stato?

Sì. Le lauree magistrali a ciclo unico in Giurisprudenza (LMG/01) rilasciate dalle università telematiche riconosciute dal MUR hanno valore legale pari a quelle tradizionali e consentono l'accesso alla pratica forense e all'esame di abilitazione.

L'avvocato del lavoro può assistere sia dipendenti sia imprese?

Sì. L'avvocato del lavoro può difendere sia i lavoratori sia le aziende. Alcuni professionisti seguono entrambe le parti, mentre altri scelgono di dedicarsi solo a una categoria, evitando sempre conflitti di interesse nelle singole vertenze.

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